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Le sedi nel mondo:

 ARGENTINA, BRASILE, BULGARIA, CHILE, COLOMBIA, FRANCIA, ISRAELE, KENIA, PARAGUAY, PERU, POLONIA, REPUBBLICA DI SAN MARINO, SPAGNA, SVIZZERA, UNGHERIA, VENEZUELA

in Italia sono 40 sparse in tutte le regioni,

di se stessi dicono: (dal sito ufficiale)

La Compagnia delle Opere (CdO) è una associazione senza fini di lucro costituita l’11 luglio del 1986. È sorta per libera iniziativa di giovani laureati e adulti - di CL e non - come frutto di un’educazione a una fede matura. L’associazione ha la finalità di «promuovere lo spirito di mutua collaborazione e assistenza per una migliore utilizzazione di risorse ed energie, per assistere l’inserimento di giovani e disoccupati nel mondo del lavoro, in continuità con la presenza sociale dei cattolici e alla luce degli insegnamenti del Magistero della Chiesa» (dall’art. 4 dello Statuto).
La CdO riunisce in un network decine di migliaia di soci tra piccole e medie imprese, opere caritative, enti culturali e imprese non profit. L’associazione ha sedi in Italia e all’estero.
La CdO rappresenta un unicum nel panorama dell’associazionismo civile: infatti, non è né una società per azioni, né una holding, né una realtà collaterale a partiti politici o tesa a difendere interessi di categoria. Non ha partecipazione nella gestione delle imprese associate.
Il “collante” dell’Associazione sta nel comune riconoscimento che l’impegno con un ideale di mutualità, di attenzione al bisogno e di valorizzazione dei talenti rende migliore la qualità del lavoro e della vita sociale ed economica.
In questi anni, la Compagnia delle Opere è stata il motore primo e il luogo di elaborazione culturale di alcune battaglie civili rilevanti condotte sotto lo slogan «Più società, meno Stato»: quella per la libertà di educazione e quella per il rispetto del principio di sussidiarietà.

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LA STORIA
Compagnia delle Opere è stata costituita nel 1986, dando corso a una intuizione di Mons. Luigi Giussani.
E' sorta per libera iniziativa di un gruppo di giovani laureati e imprenditori che nel solco della presenza dei cattolici nella società italiana, alla luce della dottrina sociale della Chiesa hanno voluto "promuovere e tutelare la presenza dignitosa delle persone nel contesto sociale e il lavoro di tutti, nonché la presenza di opere e imprese nella società, favorendo una concezione del mercato e delle sue regole in grado di comprendere e rispettare la persona in ogni suo aspetto, dimensione e momento della vita". come cita l'art.1 dello Statuto dell'Associazione.
Da un'iniziale presenza in Lombardia, dove tutt'ora vi è una grande concentrazione d'imprese aderenti e di Associazioni locali, in pochi anni CDO è diventata una realtà che ha raggiunto tutte le regioni d'Italia e numerosi paesi esteri.
Un criterio ideale, un’amicizia operativa”
È racchiusa in questa frase, che ha segnato la storia di CDO, l’essenza di una modalità d’azione che caratterizza ogni sua attività, come compagnia di persone che, nelle circostanze quotidiane della vita, costruiscono e operano nella società.

SCOPO E VALORI
L'origine dell'esperienza della CDO sta innanzitutto nel riconoscimento della positività formigonidell'intrapresa, nel mettersi in moto di una libertà che attraverso il lavoro esprime la tensione verso ciò che dà senso a tutta la vita.
E' da questo riconoscimento che nasce una condivisione appassionata con il tentativo dell'altro, una condivisione concreta che non pretende di sostituirsi all'altro o di insegnargli il mestiere, ma di fargli compagnia nel suo tentativo.
Scopo della CDO infatti è mettersi al servizio delle imprese perché crescano e per educarci tutti a ciò per cui vale la pena ultimamente vivere e "quindi" fare impresa.
CDO è innanzitutto una rete, un punto di incontro che permette a ciascuno di partecipare in qualche modo della ricchezza e del valore comune.
Questa condivisione del tentativo di ognuno nasce anche come offerta di servizio nel senso più pratico e forse spicciolo del termine: cioè sviluppo e fornitura di convenzioni, di strumenti, di agevolazioni che permettano alle imprese associate di essere sostenute e di utilizzare nel miglior modo le proprie risorse.
Nello specifico l'Associazione:
*promuove e favorisce le relazioni umane, economiche e culturali tra gli associati con l’obiettivo di condividere il peso della responsabilità imprenditoriale dei singoli associati. Inoltre Compagnia delle Opere collega gli imprenditori attraverso una rete che permette un regolare scambio di informazioni in modo che ciascuno possa trarre beneficio, condividendo esperienze e suggerimenti
*opera come promoter, assistente e coordinatore a tutela dei propri associati attraverso apposite iniziative e strumenti atti a facilitare le relazioni tra i soci e le istituzioni economiche e politiche*
promuove e diffonde la cultura dell’imprenditorialità e supporta la creazione di nuove iniziative imprenditoriali sia nel settore profit che non profit, e lavora per la diffusione dell’occupazione a tutti i livelli
*offre, attraverso partner accreditati, un’ampia gamma di servizi e convenzioni che riescono a ridurre in gran parte i costi aiutando le imprese a risparmiare
*diffonde e mantiene relazioni costanti con istituzioni nazionali e internazionali per esaminare e formulare proposte di soluzione a specifici problemi economici e sociali
*pone una particolare attenzione alla solidarietà con i più poveri, ai servizi volontari nelle organizzazioni non profit, alla cooperazione tra ONG e i paesi in cui operano, alla crescita dell’occupazione attraverso lo sviluppo della microimprenditorialità
*sponsorizza e organizza ricerche specifiche, workshop e meeting internazionali sugli argomenti di maggior importanza per la cooperazione e la vita sociale, oltre a incoraggiare la creatività dei singoli per l’individuazione di nuove aree di business.
testata

PREGA, INCASSA E GODI! COMUNIONE & LIBERAZIONE È IL TUO AVVOCATO D'AFFARI GLI AFFARI DI DIO - LO SCANDALO MENEGHINO GROSSI/ABELLI SCOPERCHIA UN IMPONENTE GIRO D’AFFARI - 70 MILIARDI REALIZZATI DA 35 MILA AZIENDE E PROFESSIONISTI, IL 69% NEL NORDOVEST - LA COMPAGNIA DELLE OPERE ESPRIME UNA LEADERSHIP INDISCUSSA TRA LE MICRO-IMPRESE (FATTURATO MEDIO 2 MILIONI DI EURO, L’80% SONO SRL) E NEI SETTORI DELLA SANITÀ, DEI SERVIZI ALLA PERSONA E DELLE FIERE - TUTTI I MANAGER PUBBLICI TARGATI C&L -

Narra la leggenda che nel 1986 don Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione, tornò a Milano dopo aver compiuto un viaggio ad Alcamo (Trapani) durante il quale aveva incontrato Sebastiano, un amico di Cl che aveva una vigna in loco e che, con qualche difficoltà iniziale, stava commercializzando le prime bottiglie.

Giorgio Vittadini, che allora come oggi era uno dei leader della galassia ciellina, gli chiese come stava l'amico Sebastiano. «Ma se voi non aiutate Sebastiano a vendere il vino, che razza di amici siete?», gli rispose Don Giussani. Insomma l'amicizia, per essere tale, doveva essere operativa, implicare l'aiuto reciproco.

Così nacque la Compagnia della opere, braccio economico di Comunione e Liberazione, presieduta prima da Vittadini, poi da Raffaello Vignali e adesso dal tedesco Bernhard Scholz. Lo slogan della Cdo non ha bisogno di chiose: «un criterio ideale, una amicizia operativa».

Dove il passo dall'operatività alla fatturazione è assai breve, tanto che il sito di gossip Dagospia ha ribattezzato i seguaci di Don Giussani con un nomignolo malizioso: Comunione & Fatturazione. In effetti il giro d'affari generato dall'amicizia operativa è imponente: 70 miliardi di euro, realizzati da 35 mila aziende e professionisti, il 69% dei quali opera nel Nordovest italiano.

NIENTE CRISI

Anche il tasso di crescita delle adesioni alla Compagnia è significativo: il 10% all'anno. La medesima percentuale di espansione stimata per gli aderenti a Comunione e Liberazione sui quali, però, non esistono cifre ufficiali. Il movimento guidato da Julián Carrón (don Giussani è scomparso nel 2005) non rilascia tessere né compila elenchi di aderenti, che secondo alcune stime sarebbero circa 300 mila in 70 Paesi. L'assenza di iscrizioni formali fa sì che i ciellini siano classificabili solamente come «vicini a», ma possano anche smentire in ogni momento di avere questa etichetta.

La Compagnia delle Opere, dove invece l'adesione è obbligatoria, esprime una leadership indiscussa tra le micro-imprese (il fatturato medio degli iscritti è di 2 milioni di euro, l'80% sono srl) e nei settori della sanità, dei servizi alla persona e delle fiere. A livello manageriale, come vedremo, cresce la presenza di uomini targati Cl e Cdo anche in aziende formalmente estranee alla galassia. In campo internazionale, la Cdo ha già uffici in 12 Paesi stranieri, e sta preparando lo sbarco in grande stile negli Stati Uniti. Tutto questo, nonostante la crisi economica.

Anzi, paradossalmente la recessione spinge ancora di più le aziende ad aderire alla Cdo. «La ragione principale del nostro successo», dice Massimo Ferlini, presidente della Cdo Milano (circa 5.900 iscritti), «è che superiamo la solitudine dell'imprenditore, creando reti di amicizia che hanno un impatto determinante sul business. «Sarebbe sbagliato paragonarci a Confindustria», aggiunge il direttore generale della Cdo Enrico Biscaglia, «perché noi associamo anche professionisti, non solo imprese. Ma soprattutto perché al centro della nostra azione c'è la persona, e non l'azienda».

La Compagnia non è la sola realtà associativa portatrice di interessi economici nella galassia ciellina. C'è anche la potente associazione attiva nella sanità, Medicina e persona, presieduta da Marsoldi dal cieloco Bregni, considerata nel settore un crocevia per chi vuol far carriera in Lombardia. Poi, c'è il Meeting per l'amicizia fra i popoli di Rimini, che si è costituito come Fondazione autonoma, presieduta da Emilia Guarnieri. Quella che si svolge ogni agosto è ormai una delle più importanti manifestazioni, una delle maggiori in Europa.

L'edizione 2009 si è svolta su una superficie espositiva di 170 mila metri quadrati, ha prodotto ricavi per 7,4 milioni di euro, attirando 800 mila persone che durante i sette giorni della manifestazione hanno potuto scegliere tra 116 incontri e 26 spettacoli. Il fatturato, che è cresciuto di circa il 10% rispetto all'anno precedente, è stato generato al 70% da sponsorizzazioni e pubblicità. Principali partner sono Bombardier, Finmeccanica, Sai e Intesa Sanpaolo.

BENEDETTI SCONTI
Ma come funziona la galassia aziendale della Cdo? La natura della Compagnia rende difficile tracciare confini netti. In linea di massima, si possono definire scalini successivi di appartenenza alla Cdo. Il primo è quello di chi utilizza l'associazione come uno sportello di servizi, che permette di accedere a facilitazioni burocratiche, al disbrigo di attività che per alcune pmi sarebbe troppo oneroso tenere all'interno (come le paghe) e a convenzioni per risparmiare sui servizi di telefonia o energia.

Cuore di questi servizi è il Cofidi-Cdo che, in collaborazione con Banca Intesa, facilita l'accesso al credito da parte delle pmi. Attività simili a quelle svolte da associazioni come Confcommercio e Confapi, tranne che per l'aspetto sindacale e delle relazioni industriali. «Non entreremo mai in questo campo, ci snaturerebbe», spiega Ferlini. Alcune attività si appoggiano al partner pubblico. Per esempio, Coexport, il consorzio della Cdo per l'esportazione è punto operativo di Regione Lombardia in Argentina, Cile, Cuba, Germania, Kazakhstan, Romania e Stati Uniti.

Per la verità non tutte le aziende che si iscrivono alla Cdo per accedere a queste facilitazioni poi militano attivamente nella Compagnia. «Ci siamo iscritti per avere facilitazioni nella telefonia, ma poi ce ne siamo disinteressati», racconta, per esempio, Alberto Franceschini, amministratore delegato di Ambromobiliare, piccola merchant milanese.

PARLA CON ME
Il secondo gradino è invece affrontato da chi trova nella Cdo occasioni di business, incontrando altre aziende che poi diventano clienti, fornitori, o, addirittura, soci in joint-venture. Aziende che, al tempo stesso, sperano di avere vita più facile con le pubbliche amministrazioni locali lombarde, dove la presenza dei fan di Don Giussani è fortissima. La ricerca di occasioni di incontro fra le imprese è lo scopo del Matching, il più importante evento organizzato dalla Cdo di Milano. La quinta edizione, dal titolo Innovare, internazionalizzare si svolgerà dal 23 al 25 novembre.

Un esempio di accordi stipulati grazie alla mediazione Cdo è quello tra la Per spa di Peschiera Borromeo e la genovese Rgi. La prima, diretta da Stefano Sala è stata fondata nel 2007 e opera nel recupero dei danni derivanti alle imprese da incendi e allagamenti. La seconda, è stata costituita nel 1987 da Ercole Gialdi e si occupa della disinfestazione di opere d'arte con il metodo dell'anossia (mancanza di ossigeno), attraverso un macchinario brevettato che si chiama Veloxy: le due aziende potrebbero integrarsi in un prossimo futuro.

Grazie alla Cdo si sono entrate in contatto tre aziende palermitane di informatica, la Sg Sait di Antonino Verro (system integration elettrica ed elettronica nel settore della sicurezza), la Glowing technologies e la Starbeam di Giovanni Termini. Dopo l'incontro, le tre aziende si sono fuse e hanno dato vita, insieme a marchi minori, a una nuova impresa: Cseven.

FIERI DELLE FIERE
La passione per la sinergia fra imprese è tra i motivi della fortissima presenza dei discepoli di Don Giussani nel mondo fieristico lombardo. Rappresentante storico di Cl in questo ambito è Luigi Roth, da 9 anni presidente della Fondazione fiera di Milano (1 miliardo di patrimonio), oltre che di Terna e della Banca popolare di Roma. Il mandato di Roth, non più prorogabile, è però in scadenza a fine 2009. Il sessantottenne manager ciellino è anche consigliere di amministrazione di Pirelli, Avvenire, Cariferrara e Ospedale maggiore di Milano.

L'altro uomo chiave è Maurizio Lupi, amministratore delegato del Milano Convention center dal 1994 a oggi. Lupi, che appartiene a Forza Italia ed è stato per alcuni anni assessore all'Urbanistica del comune di Milano, è oggi vice presidente della Camera dei deputati e, soprattutto, capo corrente di Cl nei palazzi romani. Inoltre, è considerato fra i papabili per la candidatura a sindaco di Milano dopo la scadenza del mandato di Letizia Moratti.

Nonostante l'attività politica, Lupi non ha mai abbandonato gli incarichi manageriali in Fiera. Presidente del Milano convention centre è un altro ciellino storico, Giuseppe Zola, già vice-sindaco DC di Milano all'epoca delle giunte Borghini. Zola è anche presidente della Compagnia delle opere Nordest. Presidente della Gefi, Gestione fiere, è Antonio Intiglietta, che è anche a capo della Cdo Lombardia. Gestione fiere, che organizza Artigianifiera ed Expo Italia Real estate, fattura 20,3 milioni di euro, con un utile netto di 3,3 milioni.

Intiglietta è pure presidente di Media Expo. Inoltre, in questo settore la Compagnia delle opere spesso affianca Promos (l'azienda speciale della Camera di commercio di Milano guidata da Bruno Ermolli, manager vicinissimo a Silvio Berlusconi) nella promozione all'estero del sistema fieristico lombardo, condotta grazie a un finanziamento regionale. Il trait d'union fra le due realtà è Sandro Bicocchi, vice presidente di Promos ed ex direttore generale della Cdo, carica che ha lasciato per diventare prima amministratore delegato di Fiera di Milano International e poi amministratore delegato della società di software Opera 21.

SUSSIDIARIETÀ & SANITÀ
Il terzo e più importante livello di appartenenza all'associazione si riassume con una parolina che sembra di poco conto ma è potentissima: sussidiarietà. Per Giorgio Vittadini, che quando ha lasciato la guida della Cdo si è dedicato alla costruzione della fondazione per la Sussidiarietà, si trarrà di «una modalità di sviluppo, che riconosce e valorizza l'iniziativa del singolo, delle formazioni sociali e delle pmi». In pratica, è un modello che favorisce l'affidamento a privati di sesacchi di soldirvizi in precedenza svolti dal pubblico, che ne diventa finanziatore e supervisore.

A giudizio dei critici, «con la sussidiarietà la Regione Lombardia di Roberto Formigoni ha alimentato migliaia di società, cooperative e fondazioni», rileva Marcello Saponaro, consigliere regionale dei Verdi, uno dei pochi oppositori agguerriti che il governatore ha in seno al Pirellone, «creando un potere parallelo che si autoalimenta e svuota lo Stato dall'interno».

Quando vale la sussidiarietà? A livello nazionale è impossibile fare una stima, anche perché appalti, delibere e affidamenti sono divisi fra decine di migliaia di sigle. In Lombardia, negli anni della presidenza Formigoni, otto dei 16 miliardi di euro di spesa sanitaria sono passati ai privati. Di questi 8 miliardi, una buona metà è confluito nella galassia ciellina, attiva anche in formazione, istruzione, volontariato e servizi alla persona di vario tipo. Considerando tutto, per aziende e cooperative vicine alla Cdo il business della sussidiarietà vale circa 5 miliardi di euro nella sola Lombardia.

Ai quali bisogna aggiungere affidamenti e appalti nelle altre regioni dove i seguaci di Don Giussani sono politicamente forti: Piemonte, Veneto e Nordest (dove Cl-Cdo è alleata con la Lega). Ma anche Emilia (dove c'è un asse con le cooperative rosse), Toscana e, sempre di più, le regioni del Sud Italia.

In Lombardia la sussidiarietà ha fatto nascere centinaia di imprese attive nel confine tra pubblico privato, e, non di rado, direttamente possedute o guidate da politici, ex o ancora attivi. Come il gruppo Della Frera, che fattura circa 25 milioni di euro, impiega 500 dipendenti e controlla il Polo geriatrico riabilitativo (case di riposo a Milano e Cinisello Balsamo che operano in convenzione con la regione) e l'Hotel Villa Torretta, un quattro stelle di proprietà del Parco Nord Milano, che l'ha concesso in gestione gratuita per 60 anni in cambio della ristrutturazione.

Il ciellino Guido Della Frera fa da 15 anni politica in Forza Italia, prima come consigliere comunale di Milano e presidente della commissione Lavori pubblici, poi come assessore regionale agli Affari generali (tra il 2002 e il 2003). Della Frera gestisce il Polo geriatrico riabilitativo dal 2002, prima come manager di cooperative sociali, che successivamente (2006) gliene cedono il controllo diretto.

Dal 2003 Della Frera non ha più incarichi amministrativi, ma ha continuato sempre a fare politica nel partito. L'ultima fatica, nell'estate 2009, è stata quella di coordinatore della campagna elettorale di Guido Podestà per la provincia di Milano. In campo sanitario-assistenziale la maggiore azienda della galassia ciellina è però il gruppo Arkimedica, che ha Claudio Cogorno come presidente e amministratore delegato.

Cogorno è il numero uno della Cdo a Crema. Arkimedica, quotata in Borsa, ha una strategia di «acquisizioni federative». In pratica, prende partecipazioni (fino ad oggi sono 45, per un giro d'affari complessivo di 200 milioni di euro circa) in strutture sanitario assistenziali già esistenti e convenzionate con le regioni. Queste partecipazioni sono pagate con azioni di Arkimedica.

In campo sociale, la parte del leone viene svolta dalle cooperative che fanno riferimento a Valter Izzo, responsabile della Cdo Non Profit di Milano. Izzo, anche presidente dell'Asilo Mariuccia e della fondazione Esae, è promotore del gruppo La Strada, un insieme di imprese sociali con 25 strutture operative a Milano e provincia. Legatissima a Cl anche la Fondazione banco alimentare della Lombardia.

Passando dal sociale alla formazione, da segnale l'associazione Consorzio scuole e lavoro, che raduna 27 cooperative territoriali, che danno lavoro a quasi 600 persone e producono un fatturato superiore ai 60 milioni di euro. Lo guida il torinese Dario Odifreddi, responsabile formazione e lavoro della Cdo nazionale, nonché presidente della Cdo Piemonte e della fondazione Piazza dei mestieri.

TRA GROSSI E GRASSI
Società della galassia ciellina sono presenti anche in settori molto dipendenti dalla mano pubblica come i rifiuti e le mense. Del primo campo si occupano da tempo alcune aziende di Massimo Ferlini, il presidente di Cdo Milano. I rifiuti e la generazione di energia dal loro trattamento sono anche l'attività delle aziende che fanno capo a Giuseppe Grossi, l'imprenditore della Cdo finito recentemente sotto inchiesta per presunte dazioni di denaro a Rosanna Gariboldi, moglie di Giancarlo Abelli, deputato ciellino di Forza Italia, già assessore alla Sanità in Lombardia.

Grossi è presidente della holding Green holding (controllata dalle finanziarie lussemburghesi Double Green sa e Adami sa), azionista di riferimento delle società industriali Rea Dalmine (38 milioni di ricavi e 3,4 di utile) e Sadi (73,4 milioni di ricavi e 3,4 di utile). L'imprenditore è anche consigliere della Fondazione San Raffaele, sua socia al 50% nella start-up Blu energy (1,7 milioni di euro di ricavi) che produce elettricità generata dal trattamento di rifiuti.

Nelle mense la parte del leone è della cooperativa romana La Cascina, giunta recentemente agli onori delle cronache per presunti favori fiscali. Guidata dal presidente Giorgio Federici, La Cascina fattura 200 milioni di euro con un utile di 400 mila.

MANAGER PUBBLICI TARGATI CL
Società sussidiarie e pubbliche compongono un blocco di potere che in Lombardia è tanto forte e robusto da far scrivere a Eugenio Scalfari, nel 2008, che «nemmeno la mafia a Palermo ha tanto potere». Un paragone che la Compagnia delle opere respinge con forza. Tra i manager pubblici simpatizzanti, spicca Alberto Daprà, che è presidente sia di Cdo informatica, ma anche di Lombardia informatica (216 milioni di euro di fatturato 2009) il grande centro appaltante di tutto l'It regionale, sia della cooperativa Innovazione più. In precedenza Daprà aveva fondato e diretto Txt e-solution, portandola fino alla quotazione. Un altro importante manager regionale targato Cl è Marco Nicolai, presidente della finanziaria regionale Finlombarda.

C'è poi Raffaele Cattaneo che, oltre a essere assessore regionale alle Infrastrutture è presidente del consiglio di sorveglianza di Infrastrutture Lombarde, grande centro appaltante del settore. Cattaneo è uno dei quattro assessori regionali ciellini doc. Gli altri sono Luciano Bresciani (Sanità), Giulio Boscagli (Famiglia e solidarietà sociale), Romano Colozzi (Finanze). Della cordata fanno parte anche il consigliere Marco Sala e il segretario generale Nicola Sanese, ex deputato DC, da molti considerato come una sorta di vice governatore de facto.

Tornando a Infrastrutture Lombarde, del cda fa anche parte il già citato Guido Della Frera. In campo sanitario, Pasquale Cannatelli presiede il Niguarda, e Alberto Guglielmo il San Matteo di Pavia. Mentre Giancarlo Cesana è recentemente diventato presidente della maggior struttura lombarda: l'Ospedale maggiore, policlinico Mangiagalli e Regina Elena. Cesana è da sempre indicato come il leader laico di Cl. Vicinissimo a Don Giussani, da molti viene considerato come il numero due de facto (anche se non ha incarichi formali) dell'organizzazione. La rete ciellina si sta estendendo al mondo della finanza, dove anche in aziende fino a ieri estranee alla galassia dei fan di Don Giussani cresce la presenza di manager che appartengono alla potente organizzazione. In questo ambito gli astri nascenti sono soprattutto Graziano Tarantini e Claudio Artusi.

Tarantini è l'uomo che ha fatto nascere e crescere la Cdo a Brescia. Avvocato, fondatore dello studio Gft & partners, è presidente del consiglio di sorveglianza di A2A, vice presidente della Banca popolare di Milano e presidente della sua controllata Banca Akros. Claudio Artusi, dal 2005 all'estate 2009 numero uno di Fiera di Milano, è invece amministratore delegato di Citylife. Artusi ha una solida sponda in consiglio comunale, ovvero l'assessore allo sviluppo del territorio Carlo Masseroli, pure lui ciellino. Infine, presidi storici di Cl nel settore finanziario sono Angelo Abbonio e il già citato Roth. Abbonio, che per molti anni è stato vice presidente e tesoriere della Cdo, è fondatore e presidente di Symphonia sim (acquisita nel 2007 da Banca Intermobiliare) e fa parte del cda della Fondazione Cariplo.

Comunione e Dominazione: il vero trionfatore nella vicenda Boffo ...

Santo martire o equivoco omosessuale, Boffo ha rappresentato il “casus belli” fra due correnti della Chiesa e le sue dimissioni celebrano la vittoria di una sull'altra, tutto il resto è fumo per le anime candide.

In questa storia (tutta interna al mondo della chiesa): qualcuno cade, altri guardano ed altri ancora gongolano ...

In epoca di prima Repubblica vigeva una rigida divisione del lavoro che più o meno funzionava così. Alla Dc e ai cattolici la televisione, il servizio pubblico, la Rai (vedi l'era di Ettore Bernabei). Al Pci e alla sinistra la cultura, il cinema, l'editoria, l'università. Ai laici e alla massoneria i grandi quotidiani del Nord, i giornali legati alla finanza e all'imprenditoria.

Un codice da tempo saltato per aria, con l'irruzione di Berlusconi. E con l'infiltrazione ai vertici dei media un tempo laici degli uomini della più potente lobby politico-economico-ecclesiale che ci sia oggi in Italia: la falange di Comunione e Liberazione.

Morto il fondatore don Luigi Giussani nel 2005 i ciellini hanno affidato la cura delle loro anime a un prete spagnolo, don Carron. E loro si sono buttati sulla coltivazione delle Opere.

La Compagnia delle Opere è la holding di Cl, un colosso economico che attira banche, enti pubblici, lega cooperative. Oggi la Cdo è presieduta dal biondo Bernard Scholtz, ma il vero leader è il rubizzo Giorgio Vittadini, il numero uno della nomenklatura ciellina. Come si è visto all'ultimo Meeting di Rimini, quando "Vitta" ha accolto alla Fiera il governatore di Bankitalia Mario Draghi, esponente dei poteri laici. Sembravano due capi di Stato stranieri chiamati a firmare un armistizio.

Potere politico: nel Pdl ci sono Roberto Formigoni, il vice-presidente della Camera Maurizio Lupi che ha in mano l'organizzazione del partito, il vice-coordinatore Giancarlo Abelli, l'europarlamentare Mario Mauro. Una corrente in ascesa.

E poi soldi, tanti soldi. E tanta Expo. Anche sul registratore di cassa ci siamo.

Ma per vincere le guerre che contano oggi servono le armate mediatiche. I crociati ciellini lo sanno bene, si sono preparati da tempo ad Armageddon.


Ricapitoliamo. Ciellino è Luigi Amicone, direttore del settimanale "Tempi" che circola allegato con il "Giornale" berlusconiano, ed editorialista del "Foglio". Nella squadra di Giuliano Ferrara è appena arrivato il vaticanista Paolo Rodari, ciellino anche lui, in arrivo dal "Riformista".

Ciellino è il vice-direttore vicario del foglio arancione di Antonio Polito, Ubaldo Casotto.
Al "Giornale" c'è l'ex agente Betulla, Renato Farina, in questi giorni tra i più scatenati all'attacco del confratello di fede Dino Boffo. "Dino, Dinetto dì la verità", lo ha stuzzicato nei giorni scorsi l'onorevole Farina, come un gattone con un topolino: lui ne sa qualcosa, della verità.

In quota "Libero" c'è il giornalista che parla con la Madonna di Fatima Antonio Socci. E sta per arrivare il vice-direttore Franco Bechis, oggi alla guida di Italia Oggi, altro ciellino di ferro, maritato a Monica Mondo, volto della tv della Cei Sat2000, fino a ieri diretta da Boffo.

Finito? No, perché alla "Stampa" di Mario Calabresi è appena sbarcato l'editorialista Michele Brambilla.

Un devoto del Movimento spunta perfino nel ponte di comando dell'ammiraglia laica, "Repubblica": il vice-direttore Angelo Rinaldi, l'ombra di Ezio Mauro, il cui matrimonio fu celebrato da don Giussani e che in morte del Fondatore si autosospese dalla carica per protesta contro un articolo di Francesco Merlo considerato irriverente nei confronti dell'aspirante Santo.

Ai vertici dei media confindustriali c'è Gianfranco Fabi, vice-direttore del "Sole" e direttore di Radio 24. In corsa per sostituire Boffo.

Al "Corriere", ascoltata l'antifona, si è avvicinato ai sacri testi giussaniani l'inviato Aldo Cazzullo, autore durante l'ultimo meeting di Rimini di un salmodiante diario quotidiano, una lode mattutina per Com.&Lib. Perfino un laicissimo come Giampaolo Pansa è andato a Rimini a confessare di sentirsi cattolico, acclamato da migliaia di ciellini.

Anche alla testa del Tg1 sta per arrivare un altro ex ragazzo di don Giussani, il formigoniano Enrico Castelli, con i galloni di vice-direttore.

C'era un solo giornale che finora aveva resistito all'assalto. Per paradosso, il quotidiano dei vescovi "Avvenire". Boffo era attento alle ragioni di Cl per ragioni di fede e di cassetta, ma espressione di un'altra banda curiale, quella legata al cardinale Camillo Ruini che con i ciellini ha sempre avuto un rapporto di diffidenza.

Ma ora anche "Avvenire" potrebbe finire in mani cielline: diretto da Fabi o da Roberto Fontolan, ex braccio destro di Gad Lerner al Tg1, ex direttore del Velino, oggi direttore di Oasis, la rivista della diocesi di Venezia voluta dal cardinale Angelo Scola.

E qui si aprono nuove, magnifiche prospettive.
Il progetto di Ruini-Boffo è sempre stato quello della Chiesa-lobby, attenta a inserire un drappello di fedelissimi di qua e di là per giocare sui tavoli dei due schieramenti: i teodem alla Paola Binetti e la Margherita di Francesco Rutelli di qua, l'Udc di Pierfurby Casini di là. Il bel Pier era il prediletto di Ruini-Boffo: quando si spezzò l'alleanza con il Pdl di Berlusconi in Laterano fu Quaresima, digiuno e astinenza.

I ciellini, invece, si sono piazzati armi e bagagli dentro il Pdl. Non amano il Cavaliere ma sperano di ereditarne l'Impero con il loro uomo di punta: l'ex casto Roberto Formigoni.

E poi c'è la partita che conta di più. Il Soglio più alto. L'Anello del Pescatore. La Cattedra di Pietro. C'è un uomo che si prepara da anni alla successione di papa Ratzinger, quando verrà il momento. È il patriarca di Venezia cardinale Angelo Scola, il prediletto di don Giussani, nato e cresciuto a Lecco con l'amico Formigoni, di poco più giovane.

Potere ecclesiale e potere politico.


Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
Scola papa, Formigoni presidente e Giussani santo subito.
La Santa Trinità di Comunione e liberazione che punta a governare la Chiesa, l'Italia e le chiavi del Paradiso. Con l'aiuto di Dio, delle Opere e dei media.